- Numero 8
- 2022
- N. 8
- 2022
Altro in questo numero
Fabrizio Papi
In memoriam Gaetano Giani Luporini (Lucca, 28 maggio 1936-Barga, 27 febbraio 2022)
Poco più di cinque mesi fa ci ha lasciato Gaetano Giani Luporini, artista poliedrico, socio fondatore del Centro studi Luigi Boccherini, dal 1986 al 2003 direttore dell’ISSM “Luigi Boccherini”, maestro di composizione, persona di rara umanità.
Compositore prolifico e personalità di primo piano della musica contemporanea, nonostante l’adozione di linguaggi diversi lungo la sua parabola creativa, si è sempre distinto per una propria personalissima poetica, legata strettamente alle teorie steineriane, apprese dal suo maestro Roberto Lupi durante gli anni di studio presso il Conservatorio di Firenze, nel quale ha poi insegnato dal 1968 al 1986. Con le sue composizioni, caratterizzate da una drammaturgia più o meno palese ma sempre presente, Giani Luporini si è fatto testimone del potere evocativo del suono con musiche che per la loro stessa natura, e senza facili scorciatoie, riescono sempre a raggiungere l’animo dell’ascoltatore. Oltre alle affermazioni in ambito nazionale e internazionale (vari premi fra i quali Premio Cassadó, Premio Internazionale Angelicum) sono note le storiche esecuzioni nell’ambito del Maggio Musicale Fiorentino e le collaborazioni con Carmelo Bene.
Giani Luporini è stato anche un grande didatta. Le testimonianze dei molti allievi concordano nel sottolineare come riuscisse a portare alla luce le forze creative latenti in ognuno di essi. Padroneggiava, come pochi altri grandi compositori e storici della musica, le tecniche e gli stili dei compositori del passato, e proprio sullo studio diretto di essi, più che sul rispetto un po’ cieco di regole astratte, basava la sua metodologia. Il contatto diretto con la tradizione non rimane in Giani Luporini limitato all’ambito didattico, bensì costituisce un presupposto sempre presente alla sua coscienza di artista. A questo proposito giova qui riportare le sue parole, tratte dalla Prefazione alle sue Geometrie e inversioni contrappuntistiche: «Questo lavoro è dedicato a chi crede ancora nella possibilità di una interiore metamorfosi dei valori storici, la cui vitale assimilazione è la base necessaria per poter costruire coscientemente, attraverso le inevitabili crisi di uomini contemporanei, le proprie opere proiettate nel futuro».
Gaetano Giani Luporini è stato una presenza viva e importantissima nelle vicende musicali di Lucca, con la sua capacità di dare un’impronta di modernità alla pur vivace vita musicale della città, spingendo gruppi di giovani musicisti ad avvicinarsi alla musica contemporanea e a diffonderla con passione. Ma nutriva un amore particolare anche per la musica dei grandi musicisti lucchesi del passato, in particolare di Boccherini e di Catalani, che riteneva ingiustamente trascurato dai cartelloni delle stagioni liriche, tanto che nella seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, come consulente artistico del Teatro del Giglio, si fece promotore delle rappresentazioni di tutte le opere di Catalani. Quanto a Boccherini, da lui particolarmente amato (e mirabilmente contraffatto), mi piace pensare che la narratività di molti lavori di questo compositore, quasi una forma di drammaturgia, riconosciuta dalla musicologia più recente, fosse un fattore che glielo rendeva così affine.
Come direttore dell’Istituto Musicale Pareggiato “Luigi Boccherini” (oggi Istituto Superiore di Studi Musicali e ben presto Conservatorio di Stato) Gaetano Giani Luporini ha indicato vie di rinnovamento, modernità e apertura alla città e al territorio che sono state riprese e percorse dai direttori che si sono succeduti alla guida dell’Istituto dopo di lui.
Ho avuto la fortuna di insegnare all’Istituto “Boccherini” durante tutto il periodo in cui esso era retto da Giani Luporini, e oltre alla sua capacità direttiva, ho potuto apprezzarne l’umanità e l’equilibrio con cui si poneva di fronte a tutti, insegnanti, studenti, collaboratori. Da lui promanavano sempre serenità d’animo e comprensione per l’altro. Devo a lui profonda riconoscenza per avermi incoraggiato a farmi carico della sua successione alla direzione dell’Istituto Boccherini, individuando in me alcuni tratti che a ciò mi predisponevano. Come con i suoi allievi di composizione, anche con me riuscì a far emergere una mia creatività. Ho avuto anche l’altra grande opportunità di essere con lui nelle commissioni d’esame di composizione, e di vederlo leggere al pianoforte, con rara abilità e immediatezza, le partiture dei candidati: sotto le sue dita i contrappunti complessi di fughe, doppi cori, bassi imitati scorrevano con facilità e musicalità come se fossero proprie. E nel giudizio la valorizzazione degli aspetti positivi, anche minimi, degli elaborati prevaleva sempre sul rilievo delle loro oggettive debolezze.
A conclusione di queste poche righe, mi piace ricordare l’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto, nell’aprile del 1994 (a pochi mesi dal trasferimento dalla vecchia sede di Piazza San Ponziano) che il Maestro volle celebrare con una invasione di suoni per tutti gli ambienti di Palazzo Lippi, una sorta di gioioso rito propiziatorio in cui furono coinvolti studenti e professori, in una dedicazione dell’edificio ai valori sacrali e anche scaramantici del suono.