- Numero 8
- 2022
- N. 8
- 2022
Altro in questo numero
Matteo Giuggioli
Editoriale
Con questo numero di «Boccherini online» si inaugura la nuova direzione scientifica della rivista, affidata alle cure di chi scrive. La nuova direzione non rappresenterà una cesura con il passato, ma si porrà anzi in totale continuità con esso. Non ci saranno cambiamenti di sostanza né sul piano formale della struttura e del taglio dei contributi né su quello contenutistico e metodologico della visione d’insieme su Boccherini e la sua musica e degli approcci che riteniamo da incentivare e sostenere nell’ambito della ricerca boccheriniana.
Con piacere riscontriamo in apertura di questo nuovo numero, che le molteplici attività del Centro Studi Boccherini, tanto quelle scientifiche che quelle a vocazione didattico-divulgativa delle quali dava notizia l’ultimo editoriale edito della rivista, non hanno subito battute d’arresto. Sul versante scientifico, procede l’immissione delle nuove schede nel catalogo Gérard 2 e procedono con vigore i lavori del progetto di digitalizzazione dei materiali del fondo Gérard. Un’iniziativa editoriale di rilievo per gli studi boccheriniani patrocinata dal Centro Studi Boccherini, e soprattutto sviluppatasi negli anni anche attraverso il dialogo costante con i progetti e le attività di ricerca della nostra istituzione, è giunta invece a compimento nel 2019 con la pubblicazione del volume Le sinfonie di Luigi Boccherini. Contesti, fonti, analisi, curato da Marco Mangani, Germán Labrador e da me nella collana musicologica «Historiae Musicae Cultores» dell’editore fiorentino Olschki.
Il 6 ottobre 2020 si è verificato un triste evento per il mondo degli studi boccheriniani. È scomparso Yves Gérard, massimo studioso boccheriniano, iniziatore, con il suo catalogo tematico dell’opera di Boccherini (pubblicato nel 1969), di una nuova epoca per la ricezione e l’approfondimento storico-critico di Boccherini e della sua musica, l’epoca della definitiva riscoperta e consacrazione del compositore, tuttora in corso. Per un ricordo del grande musicologo francese, figura di riferimento anche per il Centro Studi Boccherini, rimandiamo a questa pagina sul sito web del Centro Studi: http://www.luigiboccherini.it/Yves Gérard e all’Edizione speciale di questa rivista del 2016 interamente dedicata a Gérard, nell’anno in cui il Comune di Lucca gli assegnò la cittadinanza onoraria.
Un testo commemorativo di Yves Gérard sarà inoltre pubblicato sul prossimo numero di «Boccherini online». Il modo migliore per onorare la memoria di uno studioso è tuttavia approfondire e sviluppare la sua attività scientifica. In questo senso Gérard, grazie al suo straordinario lavoro su Boccherini, è più che mai presente. Lo dimostra il progetto Gérard 2, mirato non al superamento del catalogo boccheriniano di Gérard, una risorsa ancora fondamentale per la conoscenza della musica di Boccherini e destinata a rimanere tale, ma alla sua integrazione tramite l’aggiornamento sul piano delle nuove acquisizioni di documenti e dei mezzi per la presentazione e consultazione dei materiali attraverso le possibilità offerte dal digitale.
Altri lutti di figure illustri nel panorama di coloro che, come Gérard, hanno dedicato intensivamente le proprie forze sul piano artistico, scientifico, culturale alla riscoperta di Boccherini e che hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita dell’interesse sul compositore lucchese nella seconda metà del Novecento e fino ai giorni nostri, si sono purtroppo susseguiti nel 2021 e nel 2022. Alla fine del 2021 ci ha lasciato Remigio Coli, il cui lavoro scrupoloso sui documenti e le cui intuizioni hanno permesso di tracciare un nuovo punto di partenza, circa trent’anni fa, per la conoscenza e l’approfondimento della biografia di Boccherini. Il 19 febbraio 2022, giorno del compleanno di Boccherini, si è tenuta in ricordo di Coli una tavola rotonda presso l’ISSM “Luigi Boccherini”, organizzata dal Centro Studi Boccherini in collaborazione con la Asociación Luigi Boccherini di Madrid, l’Associazione Musicale Lucchese, ISSM “L. Boccherini”.
Alla fine di febbraio 2022 è scomparso il celebre compositore e didatta lucchese Gaetano Giani Luporini, figura di riferimento anche per il Centro Studi Boccherini, di cui era stato socio fondatore e presso il quale era membro del Consiglio direttivo. Siamo onorati di poter ospitare, come omaggio alla memoria del grande musicista Giani Luporini, in apertura di questo fascicolo della rivista, un intenso ricordo firmato da Fabrizio Papi.
Seguono tre articoli musicologici, tutti di argomento boccheriniano. Il contributo di Cristina Roldán Fidalgo è una riflessione sull’impatto della trascrizione nell’opera strumentale di Boccherini, che prende in esame in questa ottica il corpus delle composizioni boccheriniane a tre strumenti e che si rivolge proprio al catalogo di Gérard non solo come sorgente principale di informazioni sulle composizioni da esaminare, ma come autentico fulcro dell’indagine.
L’articolo di María Álvarez-Villamil e Loukia Drosopoulou dà invece notizia di un importantissimo ritrovamento, avvenuto in modo pressoché fortuito nel contesto di una ricerca sulla collezione musicale della famiglia Navascués in Navarra. Si tratta di un testimone parzialmente autografo, fino ad ora non riconosciuto anche perché adespoto, della Sinfonia op. 37 n. 2 G 516 di Boccherini. Con questa scoperta si arricchisce considerevolmente la conoscenza della vicenda testuale di questa sinfonia, perduta ai tempi in cui Gérard compilò il suo catalogo, quindi riemersa nella partitura che fece parte della collezione del re di Prussia Federico Guglielmo II e ora in questa ulteriore muta di parti.
Nel contributo conclusivo di questo numero della rivista, Marco Mangani mostra, sulla scorta di una riflessione illuminante, quanto l’epistolario di Boccherini, se interrogato nella giusta prospettiva, possa rivelarsi come un nucleo di documenti ricco di informazioni e spunti di straordinario interesse, su alcune vicissitudini dell’attività artistica e professionale di Boccherini, ma anche sulla condizione, sulla mentalità, sul rapporto con la propria arte e sul senso delle relazioni di un musicista che è emblema del suo tempo.
Infine, una comunicazione cui seguiranno senz’altro sviluppi nei numeri futuri di questa rivista. Il signor Emanuele Annessi, collezionista di Roma, ci ha fatto pervenire le riproduzioni di un documento in suo possesso che si preannuncia di grande interesse. Si tratta di una scrittura notarile di Antonio Martínez, che gli studiosi boccheriniani conoscono bene come il notaio delle trattative con Pleyel, ma la datazione è il 1794, quindi un’epoca della quale fino ad ora non ci era pervenuto nulla che riguardasse trattative boccheriniane relative ai brani. Per il momento ci limitiamo a dare la notizia di questo ritrovamento. Insieme a Germán Labrador e Marco Mangani ci ripromettiamo di condurre uno studio approfondito, dal punto di vista materiale, del contesto e del contenuto di questo documento grazie anche alla squisita disponibilità del signor Annessi che ha già dichiarato il suo parere favorevole a tale indagine.
Buona lettura.