- Numero 6
- 2013
- N. 6
- 2013
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Loukia Drosopoulou
Boccherini as Chamber Composer to Friedrich Wilhelm II of Prussia: Some Insights from the Catalogues of the King’s Music Collection
Il re di Prussia Federico Guglielmo II (1744-1797) manifestò un forte interesse per la musica di Boccherini sin dai tempi in cui era principe ereditario. La sua collezione conteneva quasi tutte le opere edite del compositore, acquistate prima che Boccherini iniziasse a lavorare al suo servizio, nel gennaio 1786. In questo anno, Boccherini assunse il titolo di Compositore di Camera, che avrebbe mantenuto fino alla morte del re nel novembre del 1797. Durante gli anni di lavoro per Federico Gugliemo, Boccherini continuò a spedire musica al protettore prussiano. Dopo la morte de re, la sua collezione, che conteneva – oltre alla musica a stampa – una consistente quantità di manoscritti di opere inedite del compositore, sarebbe divenuta una delle maggiori raccolte di musica strumentale di Boccherini. Questo articolo discute i rapporti di Boccherini con la Corte di Prussia così come i processi di copiatura ed esecuzione delle opere di Boccherini a corte. Le informazioni sono desunte dai cataloghi sopravvissuti della collezione musicale del re.
King Friedrich Wilhelm II of Prussia (1744-1797) had a strong interest in Boccherini’s music already from his time as Crown Prince. His collection contained almost the complete published oeuvre of the composer, acquired before Boccherini’s official employment with him begun, in January 1786. In this year, Boccherini was appointed Compositore di Camera, a position he retained until the end of the king’s life in November 1797, and during which time he kept sending his works to him. By the end of the king’s life, his collection contained –in addition to the printed music– a substantial number of manuscripts of unpublished works by the composer, becoming one of the largest collections of Boccherini’s instrumental works. This article discusses Boccherini’s dealings with the Prussian Court, as well as the court’s copying and performing practices of his works, drawn from the surviving catalogues of the king’s music collection.