Boccherini Online
Pubblicato: 2 Gennaio 2017

Altro in questo numero

Le Sonate per pianoforte di François-Adrien Boïeldieu: un approccio “non-viennese” alla forma sonata

pp. 1-13

Un approccio alle opere cameristiche di Luigi Boccherini: i primi quartetti e la cronologia dell’op. 9

pp. 14-19

Arrivederci G 460, ciao L 267: una nueva atribución del Sexteto para tres violines, dos violas y violonchelo de Luigi Boccherini

pp. 20-24

I Quintetti alla Nazione Francese: iconografia di un’edizione postuma

pp. 25-36

Marco Mangani

Editoriale

Gentili lettrici, gentili lettori,
nel periodo fin qui trascorso dalla pubblicazione del nostro ultimo numero (l’edizione speciale 2016 interamente dedicata a Yves Gérard), il Centro Studi Boccherini ha svolto un’attività intensa. Nell’ambito della ricerca, è proseguita l’immissione delle nuove schede nel catalogo Gérard 2: grazie alla collaborazione con l’Istituto Musicale “Luigi Boccherini” e con la Universidad Autónoma de Madrid sono state aggiunte molte schede relative ai quartetti e ai quintetti; è stata inoltre completata la catalogazione delle sinfonie.
Sempre a proposito delle sinfonie, è stato appena consegnato all’editore il testo di un volume miscellaneo, curato da Matteo Giuggioli, da Germán Labrador e da me, che analizza la produzione sinfonica boccheriniana da diverse prospettive: quella delle fonti, quella dello stile e delle tecniche compositive e quella dei contesti storico-sociali e culturali. Il volume entrerà in lavorazione appena terminata la pausa estiva; avremo anche l’occasione di presentarlo in anteprima con un’iniziativa della quale si darà presto notizia sul nostro sito.
Un altro successo del nostro Centro Studi in ambito scientifico è la concessione del patrocinio al progetto di digitalizzazione dei materiali del fondo Gérard (riproduzioni di fonti boccheriniane da tutto il mondo) da parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana: un riconoscimento che ci onora e ci dà forza in questo progetto che si preannuncia vasto e oneroso, ma che offrirà agli studiosi un contributo inestimabile.
Tra le sue vocazioni nient’affatto secondarie, inoltre, il Centro Studi ha quelle della didattica e della divulgazione. A fianco delle manifestazioni già note (in particolare, Boccherini sulle mura) abbiamo inaugurato nel 2017 altre due iniziative, che si ripeteranno nel 2018 e che ci auguriamo possano divenire appuntamenti stabili: la mostra-laboratorio Giocando con i testi musicali, rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado; e l’evento POP 700, volto a far conoscere la persistenza della musica settecentesca nella cultura popolare contemporanea, evento realizzato in concomitanza con Lucca Comics, che quest’anno ha anche assicurato il suo patrocinio.
Non potevamo, tuttavia, trascurare l’impegno sul versante della nostra rivista, che merita non solo di proseguire il suo percorso, ma di acquisire finalmente quella regolarità che si conviene alle riviste scientifiche.
Avete dunque davanti questo nuovo numero, che ci auguriamo possa esser apprezzato per le nuove acquisizioni apportate dai contributi che ospita.
Carlotta Marturano, analizzando le sonate pianistiche del compositore francese François-Adrien Boïeldieu (1775-1834) ci conferma come le alternative alla concezione viennese delle forme strumentali (aspetto tanto rilevante nell’ambito degli studi boccheriniani) siano una realtà europea di grande rilevanza.
Germán Labrador, al quale dobbiamo la più completa e convincente revisione della cronologia boccheriniana, esamina le fonti dei Quartetti di Boccherini op. 2 e op. 9 (numerazione Boccherini y Calonje) e conclude che essi furono concepiti nello stesso periodo, proponendo di anticipare la datazione dell’op. 9 rispetto a quella dei quartetti dell’op. 8, sicuramente più tardi.
Miguel Ángel Ríos sottrae a Boccherini la paternità di una composizione che fin qui gli era stata attribuita, sia pure in forma dubitativa. Quale sia la composizione e chi ne sia l’autore preferisco non svelarlo qui, per non compromettere il gusto della lettura di questo importante saggio.
Per finire, spero di aver fatto parlare in modo convincente e interessante alcune immagini provenienti dalla tradizione a stampa delle opere boccheriniane.
Buona lettura.

p. I