CD

Luigi Boccherini
Concerti per violoncello e Sinfonie
Franco Maggio Ormezowsky, violoncello

Ensemble Respighi, Federico Ferri, direttore
Tactus TC740206 (1 CD)

Luigi Boccherini - Concerti per violoncello e Sinfonie
Dopo le timide iniziative varate in occasione del bicentenario del 2005, il nome di Boccherini sembra essere quasi scomparso dai cataloghi discografici, fatta qualche isolata eccezione come l’ambiziosa integrale dei quintetti per archi interpretata dall’Accademia della Magnifica Comunità di Enrico Casazza in corso di pubblicazione presso la Brilliant Classics. Si tratta di un fatto davvero riprovevole per un compositore del livello del Lucchese, soprattutto se rapportato all’attenzione ben maggiore – e in non pochi casi del tutto ingiustificata – con cui l’ipertrofico mercato discografico attuale omaggia autori dal carisma infinitamente minore. Per fortuna, tra le poche uscite degli ultimi tempi si conta anche qualche piccola gemma che, pur non consentendoci di esplorare ambiti inediti, contribuisce a rendere più godibile e qualificata la smilza discografia boccheriniana. Equamente diviso tra concerti per violoncello e orchestra e sinfonie, questo disco della basa discografica bolognese Tactus vede protagonista il violoncellista Franco Maggio Ormezowsky, accompagnato dall’Ensemble Respighi di Bologna diretto con musicalità da un ispirato Federico Ferri, anch’egli violoncellista. Nel Concerto in re maggiore, Ormezowsky evita accuratamente ogni sfoggio di bravura fine a se stesso, dando il meglio di se stesso nell’Andante cantabile, un movimento dai toni al tempo stesso struggenti e sognanti, nel quale il violoncello alterna un lirismo di rapinosa bellezza a misurati scatti di energia, che contribuiscono a conferire la giusta sincerità a un intimismo che in mani meno sapienti potrebbe scadere in una stantia esteriorità. In entrambi i concerti il solista tende a enfatizzare l’aspetto introverso della scrittura boccheriniana – come si può notare per esempio anche nella cadenza dell’Allegro vivo che conclude il Concerto in re maggiore – una scelta che rende il giusto onore alla straordinaria originalità dello stile di Boccherini. Per quanto riguarda il Concerto in si bemolle maggiore G.482, va sottolineata la decisione degli interpreti – in netta controtendenza rispetto all’approccio filologico tuttora imperante in questo repertorio – di eseguire l’arrangiamento dal sapore inconfondibilmente romantico realizzata nel 1900 dal violoncellista tedesco Friedrich Grützmacher (1832-1903). Nelle due celebri sinfonie l’Ensemble Respighi denota un eccellente suono d’insieme, consistente, molto ricco nel registro grave e dalle ottime dinamiche, apprezzabile soprattutto nel primo movimento della Sinfonia in re maggiore G.490. Da manuale nella Sinfonia in re minore op. 12 n. 4 La casa del diavolo il passaggio dalla delicata filigrana degli archi dell’Andantino con moto alla sfrenata vitalità del celeberrimo Allegro con moto conclusivo, eseguito con grinta ma senza mai indulgere a stucchevoli oleografie diaboliche. Nel complesso si tratta di un battesimo boccheriniano quanto mai positivo per una formazione e un direttore dalla discografia molto eclettica, che fino a questo momento ha ruotato soprattutto intorno al nome di Antonio Vivaldi. Ci sarà un prosieguo? (Giovanni Tasso)