CD

Boccherini - Madrid
Ophélie Gaillard, violoncello e direzione
Sandrine Piau, soprano

Pulcinella
Ambroisie AM126 (1 CD e 1 DVD)

«Caro Luigi,
dopo aver trascorso tanto tempo a studiare la tua musica, non posso più trattenermi dal farti qualche domanda: quando suonavi e poi mettevi su carta tutte quelle piroette virtuosistiche, ti è mai capitato di pensare per un solo istante alle generazioni di violoncellisti che si sarebbero sforzati di seguire le tue orme e di impadronirsi del canto da usignolo del tuo strumento? E - già che ci sei - potresti magari suggerirmi qualche diteggiatura? Ti pare poi ragionevole, tu che amavi così tanto la voce umana, di abbandonare il nostro amatissimo registro grave per avventurarti in note più consone a un soprano leggero? D'accordo, riconosco che questa accusa è ingiusta perché, nonostante la tua irresistibile passione per il registro acuto, non hai mai realmente rinnegato i toni più gravi del violoncello. E nemmeno la viola può lamentarsi, visto che nei tuoi quintetti ha la possibilità di dispiegare una linea melodica come solo raramente le era capitato in precedenza!
Dopo aver ripercorso le peregrinazioni che da Lucca ti hanno portato a Madrid mi sono chiesta più volte se tu non abbia mai sentito nostalgia per la Toscana. Che cosa ti ha colpito della Spagna da spingerti a esiliarti in questo paese? Si tratta forse del colore del cielo, di quella terra spesso bruciata dal sole, oppure dalla Rioja e dell'olio d'oliva? O magari dell'ardente fervore religioso del suo popolo, della sua lingua dalle sonorità sensuali o magari del profumo penetrante di gelsomini che caratterizza le sue notti?

Ti è mai capitato, come a Giacomo Casanova, di osservare una coppia appassionata ballare il fandango? Chi lo sa, può anche darsi che qualcuno ti abbia iniziato ai segreti di questa danza lasciva... A questo proposito, non posso evitare di chiederti per quale motivo tu abbia deciso di far smettere di suonare il violoncello nel bel mezzo del Fandango. Volevi che il violoncellista suonasse le nacchere? In questo caso, mi verrebbe da pensare che abbia imparato a suonarle tu stesso. E cosa pensi della nostra idea di affidare - più modestamente - questa parte essenziale a una madrilena purosangue? Non sono state forse le spagnole, da te amate con grande passione, ad aiutarti a comprendere l'essenza dell'anima di questo grande popolo?
Infine, caro Maestro, puoi spiegarmi cosa volevi dire a quel violinista innamorato della tua musica quando gli hai scritto: "Siete troppo giovane per suonare la mia musica, in quanto richiede una certa esperienza che ne renda possibile la comprensione"».

Una fervente ammiratrice
Ophélie

Questa lettera immaginaria premessa dalla giovane violoncellista francese Ophélie Gaillard al suo primo disco boccheriniano esprime con lucida onestà le più che comprensibili (e giustificate) cautele con cui gli interpreti dell'ultima generazione si accostano alla produzione del grande compositore lucchese. Fatte le debite eccezioni, fino a non molto tempo fa Boccherini veniva infatti trattato con una disinvoltura irritante. Per la verità, ancora oggi - nonostante gli innegabili meriti del movimento filologico, che negli ultimi tre decenni ha contribuito a riportare alla luce un'infinità di autori e di opere pressoché dimenticati - di Boccherini non è stato ancora varato un progetto discografico realmente organico, al punto che di molti suoi lavori (comprese parecchie sinfonie) non esistono edizioni di livello adeguato alla loro innegabile importanza.

Ponendosi in contrasto con la tendenza monografica che oggi caratterizza il mercato discografico, Boccherini - Madrid presenta un programma decisamente eterogeneo, che abbina il celeberrimo Fandango, ai concerti per violoncello e orchestra G483 e G480 e all'aria accademica Se d'un amor tiranno G557 per soprano, violoncello obbligato e orchestra. Il brano più riuscito - e godibile - è paradossalmente quello eseguito prestando meno attenzione alle intenzioni dell'autore. La Gaillard estrae infatti il Fandango dal Quintetto G448, trattandolo come una pagina autonoma (scelta in ogni caso già adottata in precedenza sia in disco sia in sede concertistica) e modificandone l'organico con l'aggiunta di una seconda chitarra, percussioni e nacchere. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare da queste decisioni poco rispettose dei principi filologici oggi generalmente accettati, la lettura dell'ensemble cameristico diretto dalla Gaillard è brillante e ricca di energia e di vitalità, ma lontana anni luce dagli stucchevoli ammiccamenti e dalle esasperazioni delle non poche versioni discografiche che hanno finito per rendere l'opera del compositore lucchese un brano di colore da locale turistico madrileno. Questo approccio animato e coinvolgente può essere apprezzato al meglio nel DVD allegato, che oltre alla registrazione del Fandango (della durata di oltre 14 minuti e mezzo) comprende anche due interessanti documentari commentati dalla stessa Gaillard, Neiges éternelles e Parfums de Madrid. Lievemente meno riusciti appaiono i due concerti, non tanto per la performance della violoncellista francese - sempre capace di fare le scelte migliori per contemperare le ragioni del virtuosismo con quelle dell'espressività - quanto per il suono d'insieme dell'ensemble di strumenti originali Pulcinella, che appare poco equilibrato a causa della presenza di archi a parti reali a fronte di coppie di oboi e di corni. Nonostante questo, la Gaillard si fa apprezzare molto nei movimenti lenti, come l'Adagio del Concerto G480, eseguito con una cantabilità delicata e intimista ma del tutto priva di svenevolezze, che trova un ideale contraltare nella fantasiosa estroversione con cui esegue le cadenze. Protagonista dell'aria accademica Se d'un amor tiranno è Sandrine Piau, unanimemente considerata tra i migliori soprano oggi in circolazione specializzati nel repertorio antico. Grazie alla sua ormai lunga consuetudine con il repertorio italiano e a una pronuncia più che buona, la Piau riesce a esprimere efficacemente gli affetti di questa ampia pagina, ben sorretta dall'onnipresente violoncello della Gaillard dalla quale, a questo punto, non posso che attendere presto nuovi dischi boccheriniani (Giovanni Tasso).