Annata N.5 (2012)

Gabriella Biagi Ravenni
Pierluigi Petrobelli

Nato a Padova nel 1932, Pierluigi Petrobelli si laurea in Lettere all’Università di Roma con una tesi su Giuseppe Tartini, e si perfeziona prima alle Università di Princeton e di Berkeley. Tornato in Italia, inizia già nel 1964 il suo legame con l’Istituto di studi verdiani, in cui presta servizio come Bibliotecario e Archivista (nel 1980 ne sarebbe diventato il Direttore, e manterrà questa carica fino al momento della morte). Dopo alcune esperienze come docente in università e conservatori italiani, si trasferisce al King’s College di Londra, dove rimane dal 1973 al 1980, prima come Lecturer poi come Reader. Nel 1981 torna in Italia, titolare di cattedra di Storia della Musica, prima all’Università di Perugia, poi alla Sapienza di Roma dal 1983 fino al pensionamento nel 2005. Nel corso della sua lunga carriera è Visiting Professor presso prestigiose università quali quelle di Berkeley e Harvard, e l’École Normale Supérieure. È insignito di numerosi riconoscimenti: socio onorario della Royal Musical Association e dell’International Musicological Society, socio corrispondente dell’American Musicological Society. Nel 1999 è nominato Cavaliere di Verdi dal Club dei 27 di Parma. È membro dell’Accademia Europaea, dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Muore a Venezia l’1 marzo 2012.

La formazione internazionale, le esperienze di lavoro in Italia, Inghilterra, USA, i legami con istituzioni in tutto il mondo, fanno di Pierluigi Petrobelli il musicologo italiano della sua generazione più conosciuto e più influente in ambito internazionale. È grazie a questo che i suoi studi sulla musica italiana – dalla musica strumentale di Tartini (e dintorni) all’amato Dallapiccola fino a Verdi, compagno di una vita – hanno avuto massima risonanza.

Ho conosciuto Pierluigi Petrobelli moltissimi anni fa, quando era curatore della Rivista italiana musicologia, che accettò la mia prima pubblicazione, e poi ho avuto la fortuna di avere molte altre occasioni di incontrarlo e frequentarlo. Pierluigi è stato presidente di commissione in due dei concorsi universitari che ho dato (il secondo dei due finalmente con successo!): ricordo un presidente molto garbato e rispettoso di tutti i candidati, cosa assolutamente non scontata né frequente. Ci ha legato poi la comune, profonda, amicizia di Julian Budden. Ho sempre percepito come un privilegio la partecipazione alle loro conversazioni, che mi dischiudevano continuamente nuove prospettive e mi comunicavano amore per la musica ed entusiasmo per la conoscenza. Quando è morto Julian Budden e sono stata eletta Presidente del Centro studi Giacomo Puccini, lo consideravo una guida e un esempio, lui che con competenza, signorilità, tenacia, pazienza, e soprattutto passione era da tanti anni l’anima dell’Istituto di studi Verdiani, assurto al rango di Istituto nazionale sotto la sua guida.

Ma è stato Luigi Boccherini a offrirci la più recente occasione di frequentarci. Nel 2005 poi Pierluigi accettò di far parte del Comitato nazionale per le celebrazioni del 2° centenario della morte di Luigi Boccherini, istituito dal Ministero dei Beni Culturali. La statura intellettuale di Pierluigi Petrobelli e la sua bibliografia avevano indicato come assolutamente dovuta quella nomina: la sua tesi su Giuseppe Tartini, gli studi su Arcangelo Corelli, la sua partecipazione continuativa dal 1973 alla Advisory Committee (dal 1990 alla Commission Mixte) del RISM, la sua partecipazione dal 1991 al Zentralinstitut fur Mozartsforschung (dal 2005: Akademie für Mozartforschung) dell’ Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo lo indicavano come un punto di riferimento per un’impresa celebrativa incentrata su Luigi Boccherini che voleva essere prima di tutto un progetto culturale. Tutti coloro che hanno partecipato alle riunioni del Comitato nazionale dal 2005 al 2008 ricordano i suoi interventi puntuali e appassionati quando si trattava di sostenere le ragioni della ricerca e ricordano l’entusiasmo con cui accolse subito l’idea del Presidente di creare a Lucca un centro studi dedicato a Boccherini. Dal Comitato nazionale nacque infatti il Centro studi Luigi Boccherini e Pierluigi di nuovo accettò di entrare nel Comitato scientifico. Attiva e sempre appassionata è stata la sua partecipazione, così come prezioso è stato il suo contributo, all’avvio del progetto portante del Centro studi Luigi Boccherini, il cosiddetto Gerard2, ovvero la nuova edizione digitale del Thematic, bibliographical and critical catalogue of the works of Luigi Boccherini di Yves Gérard.

Per tutto questo il Centro studi Luigi Boccherini e io personalmente custodiremo con affetto e riconoscenza il ricordo di Pierluigi Petrobelli, un vero ‘scholar’ e un grande e generoso amico.