Annata N.4 (2011)

Remigio Coli e Jaime Tortella
I fandanghi di Boccherini

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Il fandango era una coinvolgente danza popolare spagnola con cui i viaggiatori stranieri (ma anche i compositori) non potevano non confrontarsi. Quanto ai viaggiatori, qui faremo riferimento solo al nobile inglese William Beckford che il 10 dicembre 1787, percorrendo verso Madrid la strada del Portogallo, fu ospite di una famiglia nelle vicinanze della dimora del vecchio mecenate di Boccherini, l’infante don Luis («who died about two years ago at his villa in this neighbourhood»1), e quindi della zona di Arenas de San Pedro (Avila) in cui, come suo musico, abitava allora lo stesso compositore. La padrona di casa gli offrì un familiare e inaspettato spettacolo di danze spagnole.

Some very grotesque figures entered the antechamber […] tinkling their guitars […] Amongst the dancers, two young girls, whose jetty locks were braided with some degree of elegance, shone forth in a fandango, beating the ground and snapping their fingers with rapturous agility.2

Giunto a Madrid, il 19 dicembre di quel 1787 Beckford incontrerà Boccherini, quale direttore di concerto in una dimora signorile (torneremo a parlarne), fornendoci del compositore l’unica descrizione diretta rimastaci.
È l’anno successivo all’incontro con Beckford, il 1788, che Boccherini invia a quello che, dopo la morte di don Luis nell’agosto del 1785, è divenuto dal 1786 il suo nuovo patrono, il re di Prussia Federico Guglielmo II, l’op. 40 di quintettini a due violoncelli (2 violini, viola, 2 violoncelli), di cui fa parte, come n. 2, il fandango. Il compositore a proposito del quintettino scrive nell’autografo (Paris, Bibl. De l’Opéra, Réserve 508, 18):

Mese di Aprile 1788. Quintettino imitando il fandango che suona sulla chitarra il Padre Basilio, per S.A.Rle Don Luigi Infante di Spagna, da Luigi Boccherini virtuoso di camera e compositor di musica di S.A.Rle .

1 William Beckford, Italy with sketches of Spain and Portugal, Paris, Baudry’s European Library, 1834, Letter V (1787), p. 299.

2 ivi, pp. 299-300.

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