Annata N.2 (2009)

Marco D'Agostino
La ‘Lettera di Breslau’: studio paleografico

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In occasione del Congresso internazionale Luigi Boccherini nel bicentenario della morte: nuove prospettive di ricerca, tenutosi a Cremona dal 7 all'8 maggio del 2005, Gabriella Biagi Ravenni presentò alla comunità scientifica il ritrovamento, da lei effettuato presso la biblioteca dell'Accademia Filarmonica di Bologna, di una lettera di Luigi Boccherini ritenuta a lungo perduta.1

La stessa studiosa, qualche mese più tardi, al Congresso internazionale Luigi Boccherini y la música de su tiempo, tenutosi a Madrid dal 17 al 19 novembre del 2005,2 riferiva i risultati dello studio di quella lettera, fornendone anche una riproduzione e una trascrizione. Si tratta della cosiddetta "lettera di Breslau" che, se autentica, costituirebbe l'unica attestazione sicura di un soggiorno del musicista lucchese in Germania.3 Di tale autenticità è sicura la Ravenni, che così si espresse al congresso madrileno: «Sobre la autenticidad de la carta no me parece que se puedan ya albergar dudas. Comparando los trazos de esta carta con los autógrafos o las reproducciones que he tenido a mi disposición, se puede concluir con seguridad que la escritura es la de Boccherini».4

Prima di affrontare il problema se la "lettera di Breslau" sia o meno di pugno di Boccherini, credo opportuno precisare che nel presente saggio intendo occuparmi solamente dell'autografia della lettera, lasciando da parte la questione dell'autenticità della medesima ove questa non fosse autografa: la lettera originale potrebbe, ad esempio, essere stata copiata da altri e, una volta perdutasi, ce ne sarebbe pervenuta solamente la copia. Naturalmente si tratta di ipotesi - e su altre possibili tornerò anche, più avanti, nelle conclusioni dell'articolo -, ma utili per ribadire la distinzione fra autografia e autenticità: in questa sede mi occuperò della prima giacché, se la lettera si rivelasse autografa, ne deriverebbe immediatamente la sua autenticità mentre in caso contrario quest'ultima andrebbe discussa sul fondamento di uno studio approfondito del suo contenuto, e in particolar modo dei riferimenti storici in essa contenuti, da cui soltanto potrebbero scaturire prove a favore o contro o, quanto meno, in assenza di certezze, ipotesi plausibili.5


1 La lettera era finita per sbaglio nel faldone delle carte di Luigi Cherubini. Per un resoconto del Congresso, di cui non sono stati pubblicati gli atti, si veda m. giuggioli, Luigi Boccherini, nel bicentenario della morte, nuove prospettive di ricerca (Cremona, 7-8 maggio 2005), «Ad Parnassum. A Journal of Eighteenth-and Nineteenth-Century Instrumental Music», 3/5 (April 2005), pp. 115-118.

2 La gran parte delle relazioni del Congresso sono state pubblicate nel volume Luigi Boccherini. Estudio sobre fuentes, recepción e historiografia, a cura di m. mangani - e. le guin - j. tortella, Madrid 2006; la relazione di g. b. ravenni, La 'carta de Breslau'. Historia de un re-descubrimiento, è pubblicata ibidem, pp. 91-103.

3 Per la storia della "lettera di Breslau" si veda mangani, Luigi Boccherini, Palermo 2005, pp. 90-91.

4 ravenni, La 'carta de Breslau', p. 101.

5 È intenzione dell'amico e collega Marco Mangani realizzare in futuro, speriamo prossimo, una monografia sulla "lettera di Breslau" con contributi di vari autori.

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